Un consiglio…

…state sempre attenti alle foto che utilizzate come immagini del profilo su FB 😉

Frammenti dal Diario di una Stronza #5 – Mistress per caso

La domenica mi sveglio con uno dei doposbornia peggiori che la memoria ricordi. Mi reco barcollante verso la cucina, mi verso da bere, accendo il portatile e mi connetto al social network con la f minuscola. Guardo i messaggi… e per poco non sputo tutto il caffè americano sullo schermo.

Ma devo tornare un attimo indietro.
Da un po’ di tempo Giorgia era fissata sul fatto di (altro…)

Dita Appiccicose #4

La casa di Beatrix è una di quella abitazioni talmente celate dallo scenario circostante che ci puoi abitare vicino da anni e non renderti conto della sua presenza fino al giorno in cui qualcuno te la fa notare. Nascosta da un alto muro di siepi e da una disposizione che rende impossibile la sua vista da più di dieci metri di distanza, la sofisticata villa LeBlanche appare a Coraline come una di quelle case un po’ bizzarre, di solito abitate da personaggi eccentrici, che vedeva ogni tanto in un programma alla tv dal nome “Weird Houses”.
Mentre osserva la struttura asimmetrica dell’edificio e le sue strane finestre, strette e verticali, cercando di capire il numero dei piani della villa, Beatrix la prende per mano per portarla via dall’entrata principale.
– Vieni, passiamo di qua.
Attraverso il giardino la conduce (altro…)

Diario di una stronza: Tokyo, Mon Amour

Come un chirurgo durante la più delicata delle operazioni il giovane fotografo dagli occhi a mandorla si è chinato a frugare nella sua valigetta con gli strumenti per tirare fuori una specie di doppia lente dalla forma rettangolare. Seduto su uno sgabellino con le mie caviglie tra le mani mi sta esaminando le dita dei piedi da quasi venti minuti.
Prima ha passato in rassegna le mani, poi ha fatto cenno ad un’assistente e le ha sussurrato qualcosa. Questa è corsa a chiamare un altro ragazzo che è arrivato con un tablet ad ascoltare le osservazioni del fotografo. Due ore di segni, indicazioni e frasette in giapponese con, ogni tanto, qualche sorriso verso di me per rassicurarmi che stava andando tutto bene.

Il bello di lavorare a Tokyo è che l’ospitalità nipponica è qualcosa di assolutamente ineguagliabile. Ti vengono a prendere all’aeroporto in un’auto dai vetri scuri, ti accolgono al Park Hyatt come (altro…)

Dita Appiccicose #3

– Forza signorina, spingi con quelle gambe!
Aggrappata alla pertica Coraline si prepara a salire davanti ai suoi compagni che, seduti sul pavimento della palestra, assistono divertiti come di fronte ad un numero circense. Stringe i denti, trattiene il respiro e ci mette tutta la forza possibile pregando di arrivare almeno a metà, quel tanto che basta per superare quella schiappa di Margareth Lloyd e non essere l’ultima.
Niente, neanche un centimetro.
Si ferma per riprendere fiato. La fronte sudata e il viso sgraziato dallo sforzo
– Mrs Owen… non ci riesco…
– McKenzie, cos’hai al posto dei muscoli? Forza, tira su quel sedere!
Coraline stringe le gambe (altro…)

camgirls e Milionarie in una notte

Frammenti dal Diario di una Stronza #4 – Soffocare

Il giovedì sera è stato ribattezzato “chinese food & evil plans”, un appuntamento fisso divenuto un vero e proprio rituale che consiste nel trovarsi a casa di Giorgia, ordinare cibo cinese a domicilio e passare la serata mangiando in pigiama davanti alla tv a commentare reality trash. Ma soprattutto a portare avanti la ricerca del nostro piano segreto per la felicità eterna: diventare schifosamente ricche in poco tempo e senza sforzi.

Sì perché se pensate che abbiamo intenzione di passare le nostre vite sgobbando otto ore al giorno per uno stipendio da fame, abbruttite dallo stress e dalla frustrazione come la maggior parte di voi, allora non avete capito niente. (altro…)

Dita appiccicose #2 – Con Maude

Compressa in una folla di ragazzini urlanti, signore in pensione e uomini d’affari che amano prendere il bus nell’ora di punta per potersi strusciare contro delle studentesse in divisa, Coraline riesce a farsi strada fino allo sportello e ad uscire alla sua fermata un secondo prima della partenza.
I cancelli del Lincoln High School sono ancora chiusi. Cory si guarda intorno a cercare facce amiche tra gli studenti davanti all’ingresso e Beatrix è già lì, insieme ad un gruppetto di ragazze che non conosce.
Stringe i pugni, si fa coraggio e le passa accanto cercando di incrociare il suo sguardo per un saluto. Appena capisce di essere stata notata (altro…)

Fate cagare

L’istinto è quello di sbattermene ma Sara puntualmente mi rompe che la reputazione online ha un suo peso e bla bla i follower, i like, devi socializzare, bla bla bla. E quindi eccomi qua a socializzare, a navigare controvoglia per i vostri blog perlopiù orrendi cercando qualcosa di interessante, o anche solo decente, da likare in questo teatrino ridicolo di “scambio di voti”. E vi devo confessare che è difficile, cazzo se è difficile.   (altro…)

Dita Appiccicose

– Che schifo… siete proprio penosi.
Con una smorfia di disgusto Margareth sussurra queste parole alla coppia di banchi alla sua destra e passa qualcosa a Shannon, seduta dietro di lei.

Lincoln High School. Dunedin, Nuova Zelanda.
Febbraio 2005.

L’orologio alla parete segna le 9:45. Ancora quindici interminabili minuti di muffe e batteri e poi il campanello sancirà l’inizio (altro…)